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Il viaggio di Matilde: non era solo un sogno

11 Ottobre, 2022

Leggi il diario di bordo del viaggio di matilde!

Dopo un lungo sonno durato circa 20 ore, in seguito al viaggio per tornare in Italia e poi a casa mia a Roma, è stato strano non sentire più la sveglia del mattino per andare a fare colazione.

Mi sono quindi semplicemente alzata e fatto la mia colazione a base di latte e biscotti. Niente di nuovo, solo la solita routine. Niente più pancakes o uova e bacon. Niente più lezioni o viaggi. Niente più partite di ping-pong con Mauro o passeggiate notturne con Doris e Ludovica.

Ci è voluto un po’ per svegliarmi e capire che dovevo lasciare la vita da college e tornare a quella di prima. Davvero mi sembravano passati mesi da quando ero partita. Tra l’altro, ripensando a quel giorno, mi viene anche un po’ da ridere. Potevo fare a meno di molte preoccupazioni. Pensavo che, dopo tanto tempo che non partivo da sola a causa del Covid, sarebbe stato difficile tornare a spiegarsi, a farsi conoscere e allo stesso tempo conoscere gli altri in pochi giorni. Inoltre, abitando in diverse città e avendo un’età in cui ormai i legami importanti sono già saldati, mi ero convinta del fatto che non ci fosse una grande voglia generale di socializzare.

Invece mi sbagliavo in pieno.

Ho trovato una fantastica compagnia di viaggio composta da ragazzi tutti diversi tra loro e speciali nel loro unico modo, da cui ho potuto solo imparare ogni giorno. è stato un viaggio in cui ogni metro che percorrevamo ci portava non solo a scoprire un nuovo territorio ma un gruppo che prima era solo un insieme di individui e man mano, grazie alle lezioni, ai giochi, ai viaggi e alle serate, è diventato tale.

In aggiunta, non era un gruppo casuale: rappresentavamo un progetto gigantesco come il Doppio Diploma. Se non fosse per alcuni di loro come Sonia, Alessia e Alessandro mi sarei ritrovata ancora a pensare che fosse solo una piattaforma in cui dovevo accedere ogni settimana. Non è niente di tutto ciò. È in realtà una grande rete di ragazzi accumunati dagli stessi interessi, passioni e voglia di imparare. Ho aperto gli occhi sulle possibilità che offre di creare nuove amicizie e a volte in casi fortuiti anche di trovare l’amore: praticamente si trattava di un nuovo Tinder per giovani. Grazie ragazzi!

Quindi, in pochi giorni ho raggiunto nuovi mondi sia vicini che lontani.

Da una parte ho attraversato l’oceano per arrivare dall’altra parte del mondo e scoprire che i tappi delle orecchie della Delta Airlines non servono a niente. Dall’altra ho esplorato nuovi linguaggi e modi di comunicare molto vicini a me come il dialetto sardo o quello sabaudo contemporaneo, che per chi non si fosse informato è l’attuale corsivo. Quanti orizzonti ed esperienze lavorative mi si sono aperte apprendendo queste piccole nozioni! Tuttavia, tralasciando le cose importanti, ho avuto davvero modo di allargare la mia visione del mondo e del mio futuro.

Parlandoci chiaro, la scuola italiana tende molto a risucchiarti in quella sola e unica dimensione, senza darti molti spunti per quella poca vita che ci rimane da vivere fuori. Soprattutto per me che non sono proprio una cima al liceo, se non fosse per queste esperienze a quest’ora aspirerei a fare la mantenuta. Oggi invece in classe posso confrontarmi con la scuola con molta più serenità perché ho acquisito molta più fiducia in me stessa, azzardandomi quasi ad aspirare molto più in alto.

Il bello di viaggiare

A volte si tratta solo di trovare l’ambiente in cui ognuno riesca ad essere la versione migliore di sé stesso. E quale modo migliore per motivare un ragazzo e far uscire le sue vere potenzialità se non viaggiando. Vi assicuro che non vorrà per forza studiare fuori. Il college americano è bello, ma il cibo italiano di più. Però potrà considerare l’America come una tappa motivante per un’esperienza lavorativa o di viaggio più in là negli anni. Io in prima persona vedevo da piccola questa realtà sperando che fosse possibile un giorno entrarci. Tutta la formazione che abbiamo ricevuto in quei giorni ci ha mostrato che lo è. Poi ho percepito che non fosse forse quello il passo da prendere tra un anno e aspettare poi di farlo quando sarò più matura.

Cosa mi sono portata a casa da USCB

Pertanto, non so se si è capito, forse in modo molto velato, quasi non traspare, che questa avventura mi ha lasciato tanto. Ha completato un sogno, ossia quello di vedere l’America, non tanto quella dei film fi Hollywood o delle grandi città, ma quella più nascosta, più vera. Ha portato in modo inaspettato nella mia vita nuovi legami di amicizia che porterò dietro per sempre. Mi ha guidato fino a una nuova consapevolezza di me stessa e a capire come potessi sfruttarla per ciò che mi aspetta dopo il liceo. Ha superato di gran lunga le mie aspettative. Ringrazio chi ha organizzato questo viaggio magnifico, chi mi ha dato la chance di farne parte, e chi mi ha accompagnato per tutto il tempo; sia i ragazzi che le 2 tutor più cool: Lisa e Kay. Speriamo di rincontrarci tutti presto!

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