Carlotta ci racconta il cyberbullismo

7 Febbraio, 2022

In alcuni dei corsi che i ragazzi possono scegliere di frequentare con la Mater Academy di Miami, trattiamo delle tematiche molto attuali. Nel corso di Life Management Skills, gli studenti vengono preparati per compiere scelte efficaci nella propria vita. Tra i temi trattati ci sono il Goal Setting, il Time Management, le Communication Skills, le strategie di apprendimento e gli stili di vita più salutari. Parte del programma tocca anche le tematiche del cyberbullismo e della sicurezza dei giovani.

Lo sa bene Carlotta, che ha frequentato questo corso; ha deciso di raccontarci quello che ha studiato proprio nella giornata dedicata alla lotta al bullismo.

Carlotta ha 17 anni, è di Milano e quello che segue è l’articolo che ha preparato per te!

“ALLONTANATI DALLO SCHERMO

Un po’ di tempo fa mentre passavo in rassegna i suggeriti di Instagram mi sono imbattuta in un meme. Un post come tutti gli altri, con una frase simile a molte altre che al momento mi ha fatto abbozzare un sorriso. Il contenuto del post era il seguente: “How can cyber bullying be real, just walk away from the screen, just close your eyes”. Le parole scritte sullo schermo appartenevano sicuramente a qualche filosofo rinomato del ventunesimo secolo. Sul momento non ho indagato sull’origine dell’affermazione e non mi sono interrogata sul perché avessi trovato quella frase simpatica, al limite del divertente.

Mi sembrava una questione da poco, l’ultima uscita del momento da parte del “simpaticone” di turno. Ho iniziato a preoccuparmi più avanti, in quanto mi sentivo la frase del post incollata in mente senza alcuna intenzione di andarsene. Se basta veramente chiudere gli occhi, perché 246 milioni di bambini e adolescenti subiscono ogni anno qualche forma di bullismo (dati di Unicef) ? Perchè così tante vite vengono distrutte, lacerate e marchiate dalla mancanza più assoluta di rispetto umano?

Nonostante ci siano diversi modi per rispondere a queste domande, io le lascerò fluttuare nel vuoto. Spero che qualcuno dei lettori formuli una propria risposta. D’altronde non c’è modo migliore di affrontare una questione difficile che svincolarsi dalla responsabilità di parlarne (questa tattica è molto più popolare di quello che sembra). Basandomi su delle frettolose ricerche sul web e da cinque minuti di riflessione personale sono arrivata alla conclusione che il cyberbullismo è una molestia perpetrata attraverso la rete che può accadere in modo periodico o occasionale. Mi sono accorta che il meme di instagram era assolutamente l’opposto di quello che uno può trovare ironico e simpatico. Anzi, avrei dovuto contattare il colto individuo che l’ha pubblicato per innescare un dibattito civile sull’argomento, cosa che probabilmente ora farei se ritrovassi il post.

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Il bullismo

Uno studente su tre (tra i 13 e i 15 anni) ha vissuto esperienze di bullismo (sempre dati di Unicef). Questo studente avrà maggiori possibilità di sentirsi depresso, ansioso, solo, di non avere autostima e amici, fino a perdere completamente la motivazione (che a mio avviso è ciò da cui siamo alimentati). Sempre lo stesso studente si ritroverà a passare da una notifica a smettere di mangiare piuttosto che a non riuscire più a dormire. Passerà minuti, ore, giorni ad interrogarsi sul come, sul dove e sul perché delle proprie emozioni senza però trovare una risposta. Questa è rimasta incastrata da qualche parte tra un commento sotto un post e il gruppo dell’uscita di sabato a cui non è stato aggiunto.

Il cyberbullismo si è già insidiato silenziosamente innescando una serie di reazioni a catena deleterie.

Come diventare immuni a questa minaccia?

Dunque le nozioni che bisognerebbe ricavare da quanto sto dicendo sono innanzitutto di aprire i link degli articoli al posto di fermarsi al titolo come sicuramente ti è capitato di fare. Inoltre bisogna pesare ogni parola, ogni messaggio e ogni interazione col prossimo con una bilancia sensibile al milligrammo. Cose che apparentemente sembrano banali e scontate ma che in realtà stanno alla base di tutte le nostre relazioni sociali, sia virtuali che non.

Un altro consiglio che mi sento di dare è di fare attenzione a non bullizzarci da soli. Purtroppo è estremamente comune passare ore a paragonarci a persone più belle, più magre, più intelligenti e più simpatiche di noi. Ma in caso ancora non lo sapessi ci sarà sicuramente qualcuno migliore di noi al mondo e questo non ci dovrebbe influenzare negativamente. Al contrario, dovrebbe servirci da strumento per imparare ad accettarci così come siamo, unici e diversi l’uno dall’altro.

Dunque è fondamentale combattere il fenomeno del cyberbullismo a partire da noi stessi e da come noi reagiamo a quello che succede nella nostra sfera virtuale. Meno ci lasciamo influenzare da ciò che ci viene detto e più contribuiamo all’eterna lotta contro i famosi “leoni da tastiera” (individui che utilizzano lo schermo come uno scudo dietro al quale rifugiarsi per non subire le conseguenze delle loro azioni criminali). Ribadisco anche le solite ammonizioni che ci vengono ripetute dal giorno in cui riceviamo il primo telefono e che quindi congediamo come “ovvie” , anche se sono tutt’altro che tali. Bisogna controllare sempre otto volte prima di accettare qualcuno sui social. Bisogna assolutamente evitare di mandare contenuti che non vorresti fossero resi pubblici on-line (la tattica di immaginarsi di stare mandando quella cosa a tua nonna funziona sempre).

L’importanza del cercare aiuto

Inoltre è di assoluta importanza che tu lettore ti rivolga ad un amico o ad una persona prossima per qualsiasi tipo di preoccupazione o disagio prima che le cose crollino. Questa persona può essere un genitore piuttosto che una figura adulta come un insegnante oppure un mentore. Nel caso non sapessi come affrontare la questione o non la reputassi abbastanza meritevole dell’attenzione altrui consiglio sempre un’elevata dose di ironia, per alleggerire temi che possono essere tutt’altro che leggeri. Però, in caso neanche questo funzionasse sentiti libero di contattare, anche per via telematica, qualcuno in grado di aiutarti, anche me se ti fa piacere.

Esiste anche un telefono azzurro gratuito. è attivo tutti i giorni (che riceve telefonate oppure messaggi) ed è in grado di fornire sostegno emotivo ed aiuto concreto in qualsiasi momento. Il numero è il seguente: 1.96.96. Soprattutto però è necessario opporsi al ricorrente meme ormai nominato più di una volta;  “Come può il cyberbullismo essere vero, allontanati dallo schermo, chiudi gli occhi”.

E invece no caro lettore, avvicinati allo schermo, apri gli occhi e vediamo di abbassare le percentuali di vittime di cyberbullismo una volta per tutte.”

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